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Quando “buttare via” diventa la chiave della grandezza

 Le Principali Leggende dell’Odun Obara Tonti Oshè (6-5): Quando “buttare via” diventa la chiave della grandezza


Nel sistema del Diloggún (i caracoles della Santería), il segno 6-5 si chiama Obara Tonti Oshè (o Obara Oshe / Obara She). È un odun di grande potenza, dove la regalità e la parola potente di Obara si uniscono alla dolcezza, alla grazia e alla fortuna di Oshè. 


Ma non è un segno facile: parla di prove, di orgoglio da domare e soprattutto di pulizia profonda – fisica, emotiva e spirituale.


Ecco le leggende più importanti che raccontano il suo spirito.


1. Obara She e il Destino della Prosperità

Prima di scendere sulla Terra, Obara She ricevette da Orunmila l’avvertimento: «Farai grandi sacrifici per diventare ricco, ma dovrai affrontare molte difficoltà». Portò con sé ñames, plátanos, mais e monete come ebó a Orita-Ijaloko.

Una volta nato, lavorò come agricoltore e babalawo, ma rimase povero e non riuscì a mantenere un matrimonio. Consultò altri sacerdoti, che gli dissero di ripetere l’offerta e di adornare l’altare di Ifá con tele prestate. Durante il sacrificio le macchiò accidentalmente di sangue, ma le restituì pulite con bevande e kola.

La figlia del re, Seke, si innamorò di lui nonostante la povertà. Dopo quattro giorni il re accettò il matrimonio e gli diede ricchezze. Poi la figlia di Olokun, affascinata dalla sua umiltà, lo sposò a sua volta portando commerci e abbondanza. Alla fine il re lo nominò Primo Ministro.

Morale: La vera ricchezza non arriva per magia, ma attraverso perseveranza, umiltà e completamento dei sacrifici. Chi fa le cose a metà resta povero; chi finisce il lavoro con fede diventa grande.


2. L’Awo che rimase ignorante

Obara She era un babalawo talentuoso ma impaziente. Ogni volta che andava da Orunmila per imparare, lo interrompeva dicendo: «Già so tutto, maestro!». Orunmila, stanco, smise di insegnargli. L’awo rimase ignorante per sempre, incapace di divinizzare correttamente.

Morale: «Entrò da apprendista e voleva essere maestro». L’orgoglio blocca l’apprendimento. In Obara Tonti Oshè si nasce con grandi doni, ma se non si resta umili e pazienti si perde tutto. «Mai dire “io so” se vuoi continuare a imparare».


3. Le prove nel villaggio e la fuga intelligente

Obara She partì per un lungo viaggio di Ifá. Ifá gli raccomandò di nutrire la sua testa con quattro colombe, ma lui ne usò solo due per risparmiare. Arrivato in un villaggio, fu chiamato per sacrificare a tre divinità. Rispose correttamente agli indovinelli: diede il montone a Shangó, il cane a Ogún e la capra a Obatalá.

Invece di premiarlo, gli awó del posto decisero di ucciderlo per invidia. Lo mandarono dalla donna più anziana del villaggio con l’ordine di trattenerlo mentre preparavano l’assassinio. Obara She finse un malocchio agli occhi, chiese di raccogliere erbe curative e, una volta nel bosco, fuggì verso casa senza nemmeno mangiare la carne dei sacrifici.

Morale: «Obara She fu il babalawo che uccise per le divinità senza mangiare le loro carni». Chi non completa l’ebó si espone a pericoli inutili. Ma la testa ben curata e l’intelligenza permettono di schivare ogni trappola.


Il messaggio principale di Obara Tonti Oshè

Il proverbio più famoso di questo segno è:

«Para afuera, para el patio… lo que no sirve se bota»

«Lo que se bota no se recoge». Che tradotto in italiano sarebbe “ciò che non serve più si butta via” e “non riprendere ciò che hai buttato via”


Il cuore di Obara Tonti Oshè è lasciare andare.


È il segno della spazzatura emotiva: relazioni tossiche, rancori, abitudini distruttive, orgoglio, chiacchiere inutili, oggetti che “un giorno potrebbero servire”. Tutto ciò che pesa va buttato fuori di casa, fuori dal cuore, fuori dalla vita. Chi lo raccoglie di nuovo si condanna da solo.


Obara Tonti Oshè ci insegna che:

•  La lingua è potente quanto un’arma (qui nacque l’ago delle api: difende, ma chi lo usa male muore). Perciò taci quando serve, non ferire, non sparlare.

•  L’umiltà è la vera regalità: l’apprendista non supera il maestro se non è pronto.

•  La pulizia (sarayeye, spazzare verso la strada, dare a Eshu la spazzatura della festa) è sacra.

•  Il cuore pulito vale più del denaro: «Más vale tener el corazón limpio que el dinero».


Chi vive questo odun con rispetto diventa commerciante prospero, oratore convincente, persona di successo in terra straniera. Chi lo ignora resta intrappolato in invidie, fallimenti amorosi, malattie del sangue e rimpianti.


Obara Tonti Oshè non è un segno di punizione, ma di liberazione.


È l’odun che ti dice: «Svuota la casa, svuota il cuore, finisci ciò che hai iniziato e cammina leggero». Solo allora la fortuna di Oshè e la regalità di Obara potranno entrare e restare per sempre.

Ashé. Che questo odun ti trovi con la scopa in mano e il cuore pronto a buttare via tutto ciò che ti impedisce di volare.


¿E tu? Hai mai sentito il bisogno di “buttare fuori” qualcosa di pesante dalla tua vita? Raccontami nei commenti – magari è proprio Obara Tonti Oshè che sta parlando.

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